Rifondazione Sklero & Allopez @ La nave di Harlock (25 luglio 2006)
Inviato da: Doc.D di Mercoledì, 26 Luglio 2006
MUSICA A BRESCIA - Calda notte quella di Sabato 22 Luglio alla Nave di Harlock. Sbarcano sul ponte di comando quei pazzi pazzi pazzi dei Rifondazione Sklero, ben coadiuvati dagli araldi personali, gli Allopez. Una serata di delirio misto afa che ha lasciato i segni nei presenti.Alle 22 e qualcosina salgono sul palco gli Allopez, l’unica band importatrice dell’U-music in Padania. I nostri sono reduci da un’annata mirabolante, incorniciata dalla ‘finale regionale per Arezzo Wave, che ha reso il combo di Nuvolera carico e grintoso come da tempo non si sentiva. La scaletta degli Allopez prevede pezzi propri ed una cover sfiziosa degli Zio Ematitos, nuovo gruppo demenziale sulla breccia in questo periodo.
1. Gomiti & funghi
2. Ambrosiana
3. Principi
4. Sborologio
5. Pianeta x
6. Ezio Stimato
7. Udeur
8. Sfigat
9. Elogio
Che dire….. gli Allopez non sono certamente una band convenzionale, né tantomeno costante. Sentiti il venerdì a Pavone Mella ed il giorno successivo alla Nave di Harlock devo dire che hanno offerto due prestazioni abbastanza differenti tra loro, con netta prevalenza di quest’ultima. L’intro di Gomiti e Funghi è assai godibile, celando la furia assassina che poi la canzone scatena per i 30 secondi della sua durata. La gemma è Ambrosiana (che vede come special guest Lorenzo Bicci alle tastiere e Paolo Capoferri all’animazione) bella tirata, ben suonata e ben cantata: il cavallo vincente di Plin e compagni insomma. Man mano che la scaletta dei 4 si dipana, prende forma lo show allestito dagli Allopez, uno show in cui la musica non è prioritaria ma complementare all’intrattenimento ed alle gag. Monumentale quella che precede la mitica “Sborologio”, con i soliti Bicci&Capoferri a metterci lo zampino. Versione hardcore per lo Sborologio, imperniata sul ritmo ossessivo del Giordy e sulle dita agili del Rasta. Il resto del concerto scorre via abbastanza dritto, sebbene i nostri tendano a scomprosi un po’ perdendo di efficacia e di coesione. Anche l’intrattenimento scema un po’, dilungandosi in alcuni monologhi del Plin che però perdono di mordente. Peraltro non ho ancora la cover di “Ezio Stimato”, che ha riscosso successo ed applausi. Chiude Elogio, atto di chiusura di un act abbastanza godibile.
Breve disamina: i ragazzi di Nuvolera hanno veramente fatto passi da gigante nell’ultimo anno, e si vede la costante ricerca di soluzioni (musicali e sceniche) nuove ed originali. Questo sforzo, lodevole ma estenuante, a volte si ripercuote sulla prestazione globale del gruppo, che tende a disunirsi ed a perdere di impatto. Ho seguito spesso gli Allopez e penso che per ora siano un gruppo con una buona resa nell’arco dei 20 minuti (e facendo punk ce ne stanno di canzoni in 20 minuti), mentre necessitano di maggiore resistenza per poter affrontare set più lunghi. Mi pare indicativo ricordare come i primi 5 pezzi fossero pressoché perfetti, ben contestualizzati e ben suonati. Poi pian piano la fiamma s’è spenta, e qualcosina da rivedere c’è stato. Tuttavia credo non si possa chiedere tutto ad un gruppo che sa mettersi in gioco e sa lavorare sodo. Bravi ragazzi, è una soddisfazione vedervi crescere così velocemente!
E venne il momento dei mitici Rifondazione Sklero. Premetto che non li avevo mai sentiti dal vivo, e sono rimasto subito un po’ deluso dall’assenza delle due coriste. Poco male, così ho la scusa per andare a risentirli.
I Rifondazione Sklero (da ora rinominati RF) salgono e dettano subito nuove coordinate alla Nave di Harlock, che ora vira verso una contaminazione musicale più impegnativa, ed un’abilità tecnica assai invidiabile. Grandissima, fin dalla prima canzone, è la presenza scenica del singer Kapo, che gestisce il palco da vero e consumato frontman. Deliziosa l’idea del ballerino in adamitica magliettina rosa shocking.
Eccovi la scaletta:
1) Il playboy della Val Malenco (Sklero)
2) Scopami (Rifondazione Sklero)
3) Rolla ("Proud Mary" dei Credence Clearwater Revival - versione Tom Jones - testo Rifondazione Sklero)
4) simpatico intermezzo cn l'amico Eugenio as. Marco Rossi - Jail House Rock (Elvis Presley)
5) No reggae l'alcool (Rifondazione Sklero)
6) Canto di dolore di un tombino (Rifondazione Sklero)
7) Ma pensate ai poveri figli di questi due qua (Rifondazione Sklero)
8) Push me + Alla discoteca
9) I sentieri dell'amore (Rifondazione Sklero)
10) Willy, il principe di Bel Air (Will Smith)
11) L'allero (Davide Moroni)
12) Simpatico intermezzo Geko interpreta She's the one (Robbie Williams)
13) Non puoi lasciarmi così (Backstreet boys)
14) Il futuro dei Longobardi (Sklero)
15) Knoking on heavens doors (Bob Dylan - versione Guns 'n roses in 5/4)
Ora. Io da anni non ridevo così. Perché i RF sanno suonare e sanno scrivere canzoni idiote ma non troppo, ridicole ma intelligenti, adattandovi soluzioni musicali belle, piacevoli, innovative, anche difficili a volte (più volte mi aspettavo stacchi alla EELST, ma lì si sale a livelli stratosferici). Bello tutto, soprattutto “Rolla” e “No reggae l’alcool” che sono decisamente splendide…… Ma anche il resto è bellissimo, come “Il canto di dolore di un tombino”, che mi ha fatto riflettere sulla relatività della vita, o “I sentieri dell’amore”, che tocca con garbo e maestria alcuni risvolti psicologici di rara intensità emotiva nelle scampagnate per ciossi di due giovani virgulti pieni di testosterone e svarioni ormonali. Granitica anche “Push me + Alla Discoteca”, medely che smaschera i RF come band ad ampio respiro, priva di inibizioni stilistiche o schemi prefissati: quel che c’è viene tritato e ricomposto senza riguardi di sorta. Ma che dire anche dell’unica cover che io abbia mai sentito di “Willy in Principe di Bel Air”?????? Geniale e bellissimo. L’Allero, assolo di voce e batteria del Moro ribadisce come nei RF ognuno sia non solo un muisicsta ma anche un traino motore per la stralunata demenzialità del gruppo. A fianco di questo sta anche la cover dei backstreet Boys o di Robbie Williams (per voce e chitarra del Geko). Chiude il cerchio, e ci riporta alla realtà di una band che sa stupire sempre, una Knocking on Heaven’s Door in 5/4…….
Grandissimi RF! Che bella masnada di musicisti, signori. Citarne uno vorrebbe dire far torto agli altri, quindi vi rimando alla loro scheda e quant’altro. Però fatico a non nominare la fantasia del Bicci alle taste, la precisione e l’armonia del Geko alle voci/chitarre, l’abilità del Moro alle pelli, la presenza del Minessio al basso senza paletta e la versatilità del sax/tastierista definito Scrocchiapisello dalla stessa scheda di MGB. Come già detto, i 5 supportano la verve irresistibile del Kapo, che peraltro canta anche un gran bene passando dal melodico al violento con la facilità di un Mondo Marcio o di un Riccardo Fogli in acido. Grande è stata la risposta del pubblico, allegro e compatto nell'applaudire ad ogni pezzo, come se fosse il preferito. Le gag con la barista e con il tipo stambo che li ha tormentati tutta sera sono state incredibili. Stuopisce infatti la capacità di improvvisazione, di creare dal nulla una nuova idea, un nuovo effetto scenico, un nuovo modo di ridere di sè e della stranezza della vita.
In conclusione bravi bravi MA soprattutto andate a sentirli perché sono un caleidoscopio di idee e di invenzioni in salsa agrodolce….. Sarebbe fantastico averli anche su cd, per gustarseli appieno, al grido di “Rolla….. Rolla…. Rollaci una cannaaaaaaa”
